• pierobond

Primo Maggio, Festa del Lavoro (remoto).


È una Festa del Lavoro molto differente dal solito, quella di quest'anno.

Senza manifestazioni. Senza cortei. Senza bandiere dei sindacati, autonomi o confederati. E senza il classico concertone in San Giovanni a Roma.

Ma con molte domande che si affacciano, da dietro le scrivanie vuote e davanti alle finestre dei browser.


Alcune lievemente angoscianti: quale sarà il futuro, o meglio il presente, dell'occupazione?

Che fine fanno i flagship headquarters delle multinazionali, se possono ospitare solo un terzo delle persone?

Come cambiano gli afflussi, gli orari, le relazioni tra colleghi, la pausa caffè negli spazi comuni?

Cosa c'è di smart nello smart working, se non riusciamo a lavorare per obiettivi e vogliamo tutti in presenza?

Qui un interessante post di Chris Herd, founder di Firstbase NY.


Ma accanto a questi interrogativi, ne spuntano altri che aprono qualche prospettiva.

Per esempio: non possiamo riuscire lavorare bene insieme, anche se siamo lontani?

Per capire i bisogni degli esseri umani, abbiamo per forza bisogno di un ufficio?

E pensare out of the box, non sarebbe più semplice se eliminassimo quel box?

E tornando al Primo Maggio: possiamo lanciare messaggi forti, anche se non siamo nella stessa piazza?


Le prime risposte stanno cominciando ad arrivare. E qualcuna la trovate già qui, su Diffuse.




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